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mercoledì 5 dicembre 2018

giovedì 13 settembre 2018

Se scigula...

Cicciu Gianani ogne matina passa
'su corzu corzu ccu 'nna pilirussa.
Cicciu fatiga ppe' un pagare tassa !

 

lunedì 3 settembre 2018

La staffetta - The Courier

The Courier
I
) Go! ) his father said to her ) and say hello
To the faroff land where I was born;
Tell her that your father loves her so,
Ill-starred though he's been, wandering forlorn.
It's of great comfort to my unkind fortune
If you go see Decollatura.

V. Butera was born in Conflenti.

VITTORIO BUTERA
Vittorio Butera was born in Conflenti on December 23, 1877. He began very early to compose verses in dialect (Larvas of a fifteen-year-old], but his vein exploded as he returned from La Spezia where he had been sent to study, after meeting Michele Pane (1988). His first poems were of a sentimental nature. Certainly not culturally deprived (he had a degree in engineering), one might say that he almost invented a language suited to the moral fable, in keeping with the lessons he learned from Aesop, Phaedrus, La Fontaine, Trilussa. An official of the Civil Engineering Corps of Catanzaro,
he died March 25, 1955.

Convivio.




lunedì 16 aprile 2018

La poesia di Vittorio Butera.

 

La poesia di Vittorio Butera


La poesia di Vittorio Butera, per tanti di noi, ha il potere magico di riportarci indietro nel tempo " A ttiempi e mo luntani un sse sa qquantu ", " a ri felici tiempi e quatraranza " quando " a nanna filava chianu, chianu 'tramente me cuntava 'nna rumanza". Essa ci dà la possibilità di rituffarci nel passato e ritrovare e rivivere tante storie di gente e d'animali che Butera racconta con lo stesso linguaggio, lo stesso tono sommesso dei nostri avi e, come allora con una morale già implicita nel racconto.
Con lui si ha l'impressione di accompagnarci a un vecchio amico che ci prende per mano, e, con un sorriso bonario, ci guida tra i luoghi del paese a lui familiari, raccontandoci fatti, descrivendoci paesaggi, facendoci conoscere persone , animali e cose.

mercoledì 11 aprile 2018

Il linguaggio cinematografico di Vittorio Butera.



Nella poesia di Vittorio Butera si alternano momenti di pura liricità (canti) a momenti narrativi (cunti), ma sia negli uni che negli altri, compare sempre, diventando una caratteristica costante, la sua volontà descrittiva. La maggior parte dei suoi componimenti sono un susseguirsi d'immagini: paesaggi, personaggi, animali. Sono immagini di cui il poeta si serve per suggerire al lettore sensazioni e riflessioni; immagini che parlano da sole e che non necessitano di nessun commento. Quando questo c'è , diventa un'appendice inutile.
Vittorio Butera eccelle nell'uso della parola o della frase visualizzante. Come un cineasta egli ci trasporta qua e là con la sua penna- cinepresa, ora puntando sull'insieme, ora arrestandosi e ingrandendo il particolare. Con un cambio frequente di metrica interviene anche sull'azione, a volte accelerandola, a volte rallentandola. Una serie di sequenze ben collegate che danno al lettore spettatore la possibilità di seguire e di capire senza difficoltà lo sviluppo della vicenda.
Per renderci conto di queste suo modo di procedere analizziamo alcune sue poesie:

martedì 11 aprile 2017

Vedute.

Vedo di fronte a me, da ogni lato

montagne e poi montagne

ammantate  di querce e di castagni

ricoperti di vischio

e là dove c'è un piano

 la terra ondeggia seminata a grano

in mezzo al verde, a destra e a manca

nascosta appare

qualche casetta bianca

che spia intorno e pare che sorrida. 

Un dirupo scosceso

lontano e cavo

è tutto cosparso

di ginestre fiorite.

I monti più lontani

più vicini alle stelle

sono tutti ammantati

di cerri e di pini.

Il cielo è tutto chiaro

e l'eco con una  voce 

dolce e accattivante

ripete ad ogni istante

in mezzo a quei dirupi

gridi di ragazzini

fischi d'uccellini.


  Traduzione di Antonio Coltellaro